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10 link a settimana: Arte Contemporanea

A partire da questo post ho deciso di tematizzare i link che ti propongo. Questa settimana ho deciso di parlare di arte, che per un creativo è sempre un’inesauribile fonte di ispirazione. Quello che succede nell’arte è infatti di riflesso trasmesso in seguito alle altre discipline visuali. Buona lettura.

 

 

01. E io che pensavo fossero fatti in polistirolo.

Toshiya Masuda

“La gente con l’età tende a giudicare le cose sulla base di proprie esperienze o conoscenze acquisite. Le persone tendono a codificare e controllare i sentimenti sulla base di cosa è accaduto in passato. Stiamo vivendo in un mondo dove la realtà virtuale è costantemente confusa con quella virtuale.
Di qui gli oggetti pixelati dell’artista 39 enne giapponese Toshiya Masuda, interamente in ceramica.

 

02. Tutto quello che puoi fare con un mazzetto di asparagi.

 

Studio Progress

Working on new works

 

“Attraverso il processo di trasformazione e di miniaturizzazione materiali trovati nella terra, gli oggetti, nel loro nuovo contesto, non sono più distinguibili come naturali o creati dall’uomo. La giustapposizione di modi e materiali di rappresentazione crea uno spazio ibrido e invitano un’esplorazione fenomenologica da parte dello spettatore. Contrasti tra i piatti, panorami dipinti e artefatti dal terreno danno l’illusione della rappresentazione e successivamente confondono lo spazio pittorico, mettendo in discussione l’autenticità degli oggetti.”
L’artista Gregory Euclide trasforma acrilici, asparagi, pigne, carta, muschio, salvia, schiuma, corde, spugne, gerani e molto altro in fantastiche ambientazioni tridimensionali.

 

03. Il buio oltre la frutta.

 

Giorgio-Cravero

 

“Stavo pensando a come l’uomo oggi sia interessato all’aspetto del cibo più che al suo gusto o alla sua autenticità. Non si può accendere il televisore o aprire una rivista senza essere travolti da un sacco di notizie su cibo, ristoranti, cuochi, ecc.. Io ho cercato di spostare l’interesse all’osso, alla natura, che senza l’intrusione umana è pienamente in grado di produrre tutto quello che ci serve. Stiamo distruggendo il nostro mondo, e prima o poi qualcuno dovrà pagarne le conseguenze.”
Il fotografo Giorgio Cravero, vincitore del premio Hasselblad Masters, cattura una serie di foto divertenti di frutta e verdura lentamente svuotate della loro vita ed entropia.

 

04. Si salvi chi può.

Berlin

Ai Weiwei ha creato un’installazione d’arte temporanea sulla facciata della Konzerthaus di Berlino. L’installazione comprende una collezione di 14.000 giubbotti di salvataggio da profughi sbarcati sull’isola greca di Lesbo. Il pezzo è stato creato per il gala Cinema per la Pace che ha avuto luogo il 15 febbraio 2016. Ai era il presidente onorario della giuria di quest’anno.

 

05. Di che cosa parliamo quando parliamo di arte contemporanea.

 

Abbraccio iperrealista

Ci sono artisti come Marc Sijan, Xooang Choi, Sarah Sitkin, Jackie K. Seo, Sun Yuan and Peng Yu, Jamie Salmon, Felix Deac, e Trent Taft la cui arte ritrae corpi umani iper-realistici in situazioni di deformità, depressione, prigionia, morte. Per alcuni, lo scopo dell’arte iperrealista può sembrare incerto: qual è il motivo per cui riprodurre la realtà in modo così dettagliato e scrupoloso, quando già ci troviamo di fronte alla realtà tutti i giorni? Alcune sculture sono inquietanti e surreali e ci mettono stranamente a disagio, perché inconsciamente ci ricordano la nostra natura effimera. Al di là di questo, di una repulsione iniziale, queste opere imitano e accentuano la realtà con significati che lo spettatore non potrà mai vedere altrimenti: la vulnerabilità umana.

 

 

5. Anche l’inquinamento è arte.

 

Gyrecraft

A short film about crafting objects at sea, in the past with whale’s teeth and the future with caught plastic melted with a machine harnessing the sun. Gyrecraft is an exploration into maritime crafts which exists in every coastal or island culture around the world each with its own unique identity, utilising what the sea provides.

 

Alexander Groves e Azusa Murakami di Studio Swine hanno viaggiato per 1000 km nel Nord Atlantico per recuperare pezzi di plastica galleggianti e utilizzarli come materia prima per creare queste lussuose sculture che giocano con i punti di vista.

 

6. Il minimalismo divertente

 

 mini-mise-en-scene-03

La fotografa australiana Peechaya Burroughs immortala piccole scene minimaliste utilizzando solo pochi oggetti o pezzi di carta ritagliati. Visita il suo sito web o seguila su Instagram.

 

7. Quella precisione che fa paura.

 

上出長右衛門窯の祥瑞画法/Drawing and Painting Kutani Shonzui

上出長右衛門窯は1879年(明治十二年)に石川県にて創業しました。すべての行程を­社内一貫生産で行い、手造り、手描きにこだわった商品を一点一線丹誠込めて作り続けて­います。 http://www.choemon.com/ “KUTANI CHOEMON” was founded in 1879 in Ishikawa, Japan. We have been making tableware and tea ceremony utensils for over 130 years in an integrated system of production from raw material to finished products. Although we are small on a business scale, every piece of work is carefully handmade and hand-painted by experienced craftsmen.

 

Non pensavo che dipingere la ceramica a mano fosse un mestiere di così alta concentrazione e precisione. Lo studio giapponese Kutani Choemon è stato fondato nel 1879 e ha creato utensili per la tavola e per la cerimonia del tè per oltre 130 anni. Il video dimostra le tecniche magistrali della pittura su ceramica che sono state tramandate di generazione in generazione. La pittura sembra quasi viva, con una volontà propria, completamente sotto il controllo dell’artigiano.

 

 

8. Christo sull’Iseo.

 

Christo ISEO

 

Chi non conosce il celebre land-artist Christo? A giudicare dalle previsioni sugli incassi, sembra che il vero Giubileo turistico sarà quello indetto dall’artista sul lago d’Iseo dal 18 giugno al 3 luglio 2016. Fra la riva e le isole sarà steso un molo galleggiante di 4,5 km, largo 16 metri e ricoperto da 70 mila metri quadri di tessuto arancione. Un’opera di land art destinata a scomparire ma che, nelle due settimane e tre weekend in cui sarà percorribile gratuitamente, anche sotto le stelle, attirerà migliaia di visitatori, come confermato dalle prenotazioni alberghiere.

L’opera costa 150 milioni interamente pagati da Christo con la vendita dei disegni (prezzo: un milione a foglio) e darà lavoro a 150 addetti su quattro turni all’assistenza dei visitatori, fra cui bagnini e sommozzatori con 30 gommoni.

 

9. Astratto umano contemporaneo.

 

muriel-bordier-natation-02

 

La fotografa francese Muriel Bordier crea scene digitali ambientate con piccole figure perse in giganti spazi contemporanei come nei luoghi di lavoro, nei musei e in enormi piscine. Il punto delle sue immagini sta nell’individualità di ogni gesto dei personaggi e nel ricreare situazioni umoristiche che si rivelano nei più piccoli dettagli.

 

10. All’artista ormai il ruolo di contrabbandiere.

 

Nicolas Bourriaud

 

Se vuoi saperne di più sull’arte contemporanea ti consiglio di leggere due libri di Nicolas Bourriaud, uno dei più attivi critici d’arte francesi, nonché direttore del Palais de Tokyo di Parigi.

Uno è Post Production che traccia un’importante analisi degli ultimi vent’anni di arte contemporanea. “Dall’inizio degli anni ’80, le opere d’arte sono create sulla base di opere già esistenti; sempre più artisti interpretano, riproducono, espongono nuovamente e utilizzano opere d’arte realizzate da altri oppure prodotti culturali. […] Inserendo nella propria opera quella di altri, gli artisti contribuiscono allo sradicamento della tradizionale distinzione tra produzione e consumo, creazione e copia, readymade e opera originale. […] Non si tratta più di elaborare una forma sulla base di materiale grezzo, ma di lavorare con oggetti che sono già in circolazione sul mercato culturale, vale a dire, oggetti già informati da altri oggetti. I concetti di originalità (essere all’origine di) e di creazione (creare qualcosa dal nulla) svaniscono lentamente nel nuovo panorama culturale. […]”

Come avviene nel cinema, anche l’arte è fatta di post-produzione, ossia del rimaneggiamento, rimontaggio e arrangiamento di pezzi, materiali e tecniche già esistenti.

Nella vita quotidiana, l’interstizio che separa produzione e consumo si restringe ogni giorno. Possiamo produrre un’opera musicale senza comporre una sola nota, servendoci di dischi già esistenti. Più in generale il consumatore personalizza e adatta i prodotti che compra alla sua personalità e ai propri bisogni. Anche lo zapping del telecomando è un produzione, è la timida produzione di un tempo libero alienato: con le dita sui tasti ci costruiamo un programma. Ben presto il Do it yourself raggiungerà ogni livello della produzione culturale: i Coldcut, ad esempio, hanno incluso nel loro album Let us play (1997) un Cd-rom che premette di remixare da sé tutto il disco. […] Il consumatore estatico degli anni ’80 sta scomparendo a favore di un consumatore intelligente e potenzialmente sovversivo: l’utilizzatore di forme. […]”.

 

Il secondo è Forme di vita. L’arte moderna e l’invenzione di sé. La tesi principale di Bourriaud è che la preoccupazione fondamentale della creazione del XX secolo è stata fondamentalmente egocentrica: “Rendi la tua vita un’opera d’arte“. L’arte moderna rifiuta di considerare separati il prodotto finito e l’esistenza da condurre. Praxis uguale poiesis. Creare è crearsi. Le opere d’arte, contrariamente ai prodotti dell’industria, si rivelano inseparabili dal vissuto del loro autore e questo legame si afferma ancora più vigorosamente nel sistema capitalista.

La dimostrazione che l’opera d’arte, la sua costruzione e la sua fruizione si sono evoluti nel tempo. A dimostrarlo ne è la storia stessa, riportata anche dai più comuni manuali.

 

 

 

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