Branding, Grafica, Visual Design

Crea il tuo brand: come farlo nel modo migliore

Scrivo questo articolo perché spesso mi vengono chiesti consigli su come creare un logo personale bellissimo, su qual è il modo migliore per avere un brand forte, su quali sono le strategie visuali efficaci per fare marketing di se stessi.

 

Partiamo dall’inizio. So che i dubbi sono tanti, ma le certezze pure. Quindi, rimbocchiamoci le maniche e partiamo.

 

Cominciamo con una citazione citabile:

Non dimenticare mai che costruire il tuo marchio significa determinare le cose che ti rendono diverso da ogni altro e puntare un riflettore luminoso dritto su di te. – Drew Davies, CEO di Oxide Design Co.

Ora oso chiederti:

Cosa sarebbe se la gente riuscisse a valutare il tuo talento e la tua abilità solo mediante forme e colori? Se potesse capire la tua essenza attraverso un semplice simbolo visivo? O solo tramite un’icona sui social media?

Sarebbe bellissimo.

 

Bene, questo è il compito: costruire un’identità visiva personale partendo da elementi grafici, simboli e testi. Definire la tua essenza attraverso la progettazione, in poche forme, che siano apparentemente semplici, perché sono il risultato di un complesso processo di distillazione, una condensazione di quello che sei, in un unico disegno. Ogni parola e ogni elemento grafico racconta di te stesso. Ricorda: tu sei un individuo, non un biscotto o una macchina. Per garantire un percorso creativo devi essere “riconoscibile di qualcosa“, che è come ogni dizionario definisce un brand.

 

Per sfondare, è necessario dare un'impressione indelebile sul pubblico. Condividi il Tweet 

Questo è ciò che ti aiuterò a fare. Costruire il tuo marchio non è semplicemente buttar giù un logo, ma comporta usare la tua esperienza di progettazione per creare un’identità visiva e verbale originale per te stesso. Tu non sei una società con una corporate identity. Né sei esattamente come ogni altro designer, come chiunque altro. La tua tipografia (ovvero l’uso delle font), la composizione e il marchio dovrebbero riflettere il tuo senso del design e la tua unica sensibilità.

Dico questo perché troppo spesso vedo loghi al limite del brutto, in qualsiasi campo. Premetto che il concetto di “brutto” e “bello” è molto personale, ma ci sono dei loghi davvero incomprensibili o addirittura illeggibili. Questo a un designer (ma nemmeno a chiunque altro) non si perdona. Nell’era della comunicazione, dello scambio di informazioni, un logo brutto o mal progettato comunica una sola cosa: l’incapacità di dare un senso al proprio lavoro, a se stessi. Le fasi di creazione di un brand sono diverse e numerose. Non sto parlando solo di disegnare un ghirigoro con la tua firma sotto che poi chiamerai “logo”. Questo è l’ultimo dei tuoi problemi, anche se in genere lo metti in cima alla lista delle cose da fare.

Un marchio è come un treno merci: si porta dietro vagonate di significati, ed è su questi che devi lavorare.

 

Parti dall’inizio: racconta una storia, la tua.

Innanzitutto un logo ben progettato deve essere transmediale: piuttosto che agire con i singoli formati (come ad esempio la tua identità visiva o il tuo sito web) come soluzioni isolate di design, è un imperativo strategico prevedere ogni espressione del brand come un contributo a tutta la branding strategy. Questo approccio coeso è fondamentale per creare un’esperienza alla base della tua presenza visiva e verbale.

Perché hai bisogno di raccontare una storia, la tua storia? Per interesse umano. Una storia dice al mondo esattamente chi sei e cosa hai da offrire. Sia sotto forma di testi, di film, di documentari o di video giochi, la gente ama le storie e ama trovare un significato nella storia stessa. Le storie ci rendono umani: la gente si ricorda più facilmente una storia ben raccontata al contrario di una semplice lista o fatti sporadici. Abbiamo tutti una storia di vita che ci definisce – una narrazione che descrive chi siamo e come siamo arrivati ​​in questo mondo. Ma non sappiamo raccontarla quasi mai.

Per raccontare una storia, non c’è bisogno che tu sia uno scrittore. Una singola immagine può raccontare la tua storia. Immagine più parole possono raccontare come si fa in pubblicità o sulle copertine di libri o manifesti. L’effetto cumulativo di una identità visiva e verbale racconta la tua personalità, la tua sensibilità, le tue competenze.

 

Tu sei il protagonista di questa storia. Tu chi sei? Quali valori veicoli? Come definisci la tua “posizione” rispetto alla concorrenza? Devi formulare un costrutto – un concetto strategico –  sulla base di una visione chiara delle tue qualità o esperienze, o su un attributo personale, come l’originalità, l’ingegno, l’abilità o il know how.

 

 

Ti faccio qualche esempio di personal branding che seguo molto spesso e volentieri:

 

personal-branding-esempi

 

 

Danielle Laporte: Danielle è l’autrice del The Desire Map, e del Danielle Magazine. Ha costruito un fantastico marchio personale e un sito web stupefacente. Immagini grandi e di alta qualità, video e molto spazio bianco sul suo sito che ben si adatta allo stile e all’aspetto generale del suo marchio.

Marie Forleo: Marie ha costruito una piattaforma incredibilmente forte e un marchio personale online con oltre 100.000 seguaci e fan di tutto il mondo. Il suo sito web dice tutto su di lei, si percepisce al 100% la sua visione. Ha davvero inchiodato il suo personal branding, dalla progettazione al suo aspetto, con foto di alta qualità che mostrano la sua personalità, i colori e così via.

Joshua Fields Millburn: Joshua ha un aspetto molto minimalista e fresco e si vede subito sul suo sito web. Ciò che veramente spicca sono le foto di alta qualità e che offrono un’esperienza accogliente. Joshua scrive per The Minimalists, un blog di grande successo, ma anche libri di narrativa e saggistica.

Tara Gentile: Tara aiuta i proprietari di piccole imprese a fare business online. Ha un bel sito web flat, con sempre un invito all’azione. Su Twitter e Facebook i suoi profili sono coerenti con il suo personal brand.

 

Devi considerare diversi fattori al momento di formulare la tua strategia:

Differenziazione: cioè una presenza visiva e verbale unica.

Autenticità/Proprietà: sei “proprietario” di un identificabile attributo, qualità, personalità o offerta.

Consistenza: il concetto di chi sei viene utilizzato attraverso i media, con la creazione di un coerente marchio personale su tutta la comunicazione verbale e visiva, come una valigia che ti porti dappertutto.

Pertinenza: Il marchio si basa su una visione di te e del tuo target.

 

Secondo step: fatti le giuste domande

 

Codifica chi sei, la tua promessa, e la tua posizione in un concetto di base che diventa la tua strategia. Per determinare la strategia, rispondi ad alcune domande chiave, sotto forma di un brief di progetto:

Domanda 1: Qual è il tuo obiettivo? Spiega il tuo scopo e quello della tua attività.

Domanda 2: Chi è il tuo pubblico? Identifica le persone che compongono il tuo pubblico, al fine di formulare un brand mood rilevante.

Domanda 3: Che cosa ti piacerebbe che il tuo pubblico pensasse di te? Determina un pensiero chiaro che desideri che il tuo pubblico (e i tuoi clienti) abbiano quando  sperimentano l’identità del tuo marchio o parlano di te.

Domanda 4: Qual è l’emozione fondamentale che costruirà un rapporto con il tuo pubblico? Identifica un’emozione che la gente deve sentire nei riguardi del tuo brand e della tua persona.

Domanda 5: Quali sono le informazioni specifiche, i concetti, le immagini e il design che ti aiuteranno a raggiungere l’obiettivo? Assicurati che le persone si facciano un’opinione precisa e positiva di te, sulla base della tua identità visiva e verbale.

Domanda 6: Che cosa è al centro della tua brand personality? Formula una autentica essenza, ben definita.

Domanda 7: Quali mezzi possono meglio facilitare il tuo obiettivo? Da dove provengono le persone che desideri raggiungere, dove trascorrono la maggior parte del tempo?

Domanda 8: Qual è il tuo budget? Il budget influenza la scelta dei media e molte delle tue decisioni, compreso il costo di costruzione di un sito web, la selezione della carta di stampa o il numero di colori per la stampa.

Domanda 9: Qual è il messaggio principale? Stabilisci un singolo messaggio più importante, da trasmettere sotto forma di un singolo pensiero.

Domanda 10: Che cosa desideri che il tuo pubblico faccia? Definisci un invito all’azione.

 

Strategicamente, un’identità visiva dovrebbe essere:

Identificabile: Il design deve essere distinguibile (è tuo e non di Giovanni o Maria o che non si adatti facilmente a un migliaio di altri designer).
Memorabile: I componenti verbali e visivi (immagini e tavolozze dei colori) sono coerenti e facili da ricordare.
Distintivo: il nome, le forme, forme e colori sono molto caratteristici e ti differenziano dalla concorrenza.
Flessibile: Il design è su misura per i media specifici e sufficientemente flessibile per essere adattato per ogni supporto.

 

 

Lavora sul “Chi sono”

Quasi qualsiasi sezione “Chi sono” di un sito web è noiosa (oltre che spesso troppo lunga) quando potrebbe essere un’affascinante o intelligente dichiarazione autentica di personalità. Ogni identità di marca personale è un “Chi sono” intrinseco. Quindi cerca di affrontare questo aspetto quanto prima. Diciamo che dovresti selezionare:

La tua formazione: il tuo know how, le tue esperienze formative collettive, come la pensi e come riesci a visualizzare ciò che pensi e vedi;
La tua personalità: i tuoi tratti paradigmatici;
La tua promessa: ciò che fornisci come risultato della tua competenza: le tue intuizioni, disegni, scrittura, l’arte e il codice, le tue creazioni;
La tua visione artistica: la tua sensibilità, il tuo originale punto di vista, il design e come percepisci la realtà.

Queste quattro componenti insieme sviluppano il tuo “Chi sono”. La forma finale della narrazione può essere una sintesi di questi componenti o una combinazione di essi. Modifica. Elimina. Combina.

 

Nella creazione di un’identità può essere utile far riferimento agli archetipi. Spesso molta gente è in risonanza con uno degli archetipi più famosi che ti illustro qui sotto e potrà servirti per capire meglio la tua personalità e il modo di esprimerti agli altri.

Archetipo del Creatore: caratterizzato dall’essere innovativo, fantasioso e artistico; un anticonformista che apprezza l’estetica.
Archetipo dell’Esploratore: caratterizzato da spirito d’avventura, è curioso e libero.
Archetipo dell’Eroe: caratterizzato da una espressione simbolica di coraggio; trionfa sulle avversità – è uno contro l’universo, in una lotta che definisce l’esistenza.
Archetipo dell’Innocente: caratterizzato per essere puro, forse ingenuo; uno che desidera la semplicità.
Archetipo del Giocatore: caratterizzato dalla giocosità o per essere malizioso; ama il divertimento e la frivolezza; a volte è ironico.
Archetipo dell’Amante: caratterizzato da sensualità, da un intenso interesse per il romanticismo; molto appassionato.
Archetipo del Fuorilegge: caratterizzato per essere ribelle, per infrangere le regole; selvaggio o iconoclasta.
Archetipo del Mago: caratterizzato da un interesse per le trasformazioni e metamorfosi, l’alchimia; rappresentato da un prestigiatore o uno scienziato (chimico o fisico).
Archetipo del Saggio: caratterizzato dalla voglia di valorizzare la verità e di cercare l’illuminazione; uno studioso, una guida saggia.

 

Qui puoi trovare un semplice test (in inglese) che ti aiuterà a trovare il tuo archetipo. Puoi anche consultare le tavole su Pinterest di Melissa Bolton per farti un’idea visuale degli stessi.

 

 

Qual è il tuo stile?

 

Una delle domande che sento più frequentemente è: “Ho bisogno di avere uno stile per essere un designer?”.

Questa preoccupazione ha a che fare con la nostra natura umana, con la nostra ricerca perenne di identità. Parte integrante delle arti visive è infatti la ricerca del vero sé, la spedizione avventurosa che ci aiuta a definire chi siamo.
Al fine di sviluppare uno stile autentico, molti iniziano da artisti, illustratori, designer o scrittori che ammirano. Altri imitano i generi. (Pensate a tutti i ragazzini che iniziano a disegnare attingendo da fumetti o scrivendo fan fiction.)
Una discussione di stile è una cosa complessa. Ha sempre un carattere unico? Porta con sè il significato della cultura o lo spirito del tempo?

I designer e copywriter in genere non hanno bisogno di esibire uno stile nel loro lavoro – il lavoro viene creato per marchi specifici o clienti su precisi obiettivi di comunicazione. Sì, ci sono alcuni designer il cui lavoro è immediatamente riconoscibile, ma non è un requisito necessario. Gli illustratori hanno un loro stile, ma a volte anche più di uno.

La tua identità dovrebbe avere un aspetto e un’atmosfera che dia un punto di vista intenzionale. Quello stile comunicherà a livello connotativo. La visualizzazione e la costruzione di un disegno o la costruzione specifica di una frase o un paragrafo, implicano un significato. Le componenti costruttive del tuo lavoro sono inseparabili dalla qualità espressive che alla fine rimandano a te.

Spesso uno stile si confonde con una semplice espressione visiva verso l’esterno che ti distingue dagli altri, che si tratti di una identità di marca personale, di una font, di un tweet o di una moda. Questo è lo “stile” (l’aspetto esteriore della tua identità), che è diverso dai “contenuti” (il tuo portfolio di lavoro). Ad esempio, la cantante lirica Maria Callas aveva uno stile di moda distintivo come parte importante della sua persona, che sapeva distinguersi dalle altre stelle della lirica, ma il suo stile di canto (contenuto) non era legato a questa estetica esteriore.
C’è una formula che ci aiuta a capire cosa è uno stile.

Voce autentica + Visione personale = Stile

 

 

Visualizza il tuo brand

La forma del tuo marchio personale (logo, sito web, la tavolozza dei colori, e qualsiasi immagine) deve comunicare la tua storia.

Siamo tutti a conoscenza del precetto del ventesimo secolo dell’architetto americano Louis Sullivan, “la forma segue la funzione“.
Quando si tratta di branding “la forma segue la finzione“.
Nel caso di personal branding, “la forma segue la creatività“.

Ognuno di noi ha una storia creativa in continua evoluzione (i fatti della nostra esistenza e le nostre abilità pratiche) in combinazione con una finzione narrativa (come ci evolviamo personalmente e professionalmente).

Quando racconti la tua storia attraverso la progettazione del tuo marchio personale, dai una forma visiva e verbale. Può la tua storia permettere il cambiamento, pensare ed evolvere?

La tua storia attraverso il marchio sarà raccontata su più piattaforme di comunicazione – stampa, web desktop, social media, web mobile, e altro ancora. Stabilire un aspetto coerente e sentire che attraverso le piattaforme multimediali mantiene una soluzione unificata, è un modo per dare appartenenza e tono di voce. Quando il pubblico vede qualsiasi pezzo della tua storia visiva, dovrebbe facilmente identificarti.

 

Imposta alcuni obiettivi per la tua brand experience.

  • Cattura l’attenzione del tuo futuro datore di lavoro o cliente
  • Stabilisci un legame emotivo
  • Induci emozioni positive come gioia, piacere o divertimento
  • Esponi il tuo mood personale attraverso la progettazione e le parole
  • Differenziati usando i tuoi valori fondamentali
  • Guida la narrazione con l’intenzione
  • Assicurati che la forma è coerente con la tua storia

 

 

Fai ora partire il processo di ideazione e progettazione del tuo brand.

  • Immagina tre idee distinte. Qual è il driver per ogni concetto?
  • Crea una tavolozza di colori + caratteri tipografici + immagini (fotografie / illustrazioni / interpretazioni grafiche) + modelli / texture
  • Crea un tema che dia corpo al pensiero visivo
  • Osserva il prototipo. Rivedilo, se necessario

 

Progetta il tuo logo

Un logo racconta la tua storia visiva, abbiamo detto. Un logo è un simbolo di identificazione unico. Un logo comprime il significato in una piccola unità compositiva, una unità che sarà parte integrante di tutte le soluzioni di comunicazione visiva. Può assumere varie forme. Determina quale funziona meglio per comunicare il tuo concetto, per raccontare la tua storia e per differenziarti.

Formalmente un logo può essere:

Logotipo: il nome è scritto in carattere tipografico o solo con lettere
Lettermark: il logo è stato creato utilizzando le iniziali o altre lettere rappresentative
Simbolo astratto: è un elemento astratto, che può o non può essere accoppiato con il tuo nome
Simbolo pittorico: è un’immagine rappresentativa, riferita a un’identificabile persona, luogo, attività o oggetto
Non simbolo: è pura invenzione, non si riferisce a nessun oggetto in natura
Simbolo scritto: le lettere o la calligrafia sono utilizzate come simbolo
Marchio: è una combinazione di nome e simbolo
Emblema: è una combinazione figurativa di lettere e immagini sempre unita, mai separata né separabile.

 

I diversi tipi di logo

I diversi tipi di logo

 

 

Scegli con cura il tuo carattere tipografico

 

Proprio come il suono di uno specifico strumento musicale, ogni aspetto e caratteristica di un carattere tipografico conferisce una diversa voce visiva. La tipografia denota e connota: l’epoca storica e la provenienza di un carattere tipografico implica anche significato aggiunta al messaggio principale.

Le principali caratteristiche che contribuiscono a una voce tipo di carattere sono: proporzioni delle singole lettere, le forme delle lettere, gli angoli, il contrasto tra i tratti spessi e sottili, la variazione di spessore della linea, le grazie, ecc.

Detto questo, alcune font hanno qualità che producono voci più forti, dando loro un ruolo distintivo più attivo nella soluzione progettuale. Alcuni progettisti evitano i caratteri tipografici le cui voci sono troppo alte o eccentriche. Altri li usano con parsimonia.
Altri tipi di font sono più neutrali, completano l’immagine e contestualizzano la comunicazione.

Come è diverso il look di un logo a seconda del font utilizzato

Come è diverso il look di un logo a seconda del font utilizzato

 

 

 

Quando scegli un carattere tipografico, prendi in considerazione queste cose:

  • Seleziona il tipo in base al concetto di marchio personale che hai in mente (non usare il Comic Sans se vuoi sembrare un designer di grido)
  • Il carattere comunica su due piani: ha un significato diretto e un livello connotativo, un significato aggiuntivo
  • Valuta il tipo in base a criteri estetici di forma, proporzione ed equilibrio
  • Valuta tipo di forma – rettilinea, curvilinea, geometrica o organica – che vuoi dare al tuo logo
  • Pensa a come possa integrarsi con l’immagine o il simbolo a cui stai lavorando
  • Assicurati della leggibilità generale del font
  • Considera che giocando con la spaziatura di una font puoi ottenere risultati diversi
  • Rispetta sempre i margini

 

 

Hai visto nell’immagine qui sopra come può sembrare diverso un logo a seconda del carattere tipografico utilizzato? Pazzesco. Un logo in Helvetica porta in sé dei significati aggiuntivi molto distanti da un logo in Trash Hand, non credi?

Sulle ultime tendenze in fatto di loghi ho scritto un post tempo fa che ti conviene leggere (clicca sull’immagine):

 

trend-logo-2016

 

 

Esempi, link e ispirazioni

 

Il network Behance.net è una grande fonte di ispirazione per tutti i creativi e non: conviene davvero dargli un’occhiata.

Ti segnalo un paio di progetti di identità che puoi studiare in modo da avere un’idea più esaustiva di come fare personal branding (NDA: se non vedi i progetti apri questo articolo con Firefox o Explorer):

 

 

Personal Branding

Personal BrandingAttraverso il mio logo ho cercato di esprimere al meglio me stessa: diversi colori, forme e pesi si intrecciano in un’unica grande passione: la grafica.Il verde, colore che mi rimanda alla natura, in particolare al mare fonte di ispi…

 

Alessia Tatulli | Personal Branding & Self-Promotion CV

In this project I tried to express my personality, my sense of aesthetics and mostly my passion for graphic design.When I work on a project I try to keep elements simple and ordered, without leaving out originality and a liveliness typical of my personal…

Martina Cavalieri // Personal Identity

This is my second attempt at a self-branding project, consisting of a personal logo and mock-ups of different applications. My inspiration for this has been calligraphy, something I got into in the last few months. My initial (M) has been made with a ty…

Henrique Dias – Personal Branding

A marca foi desenhada com base na clareza, consistência e objetividade. A identidade visual é simples, as referências usadas para o desenho inicial são derivados de símbolos geométricos e simétricos.

 

Ti segnalo anche qualche libro che puoi leggere per migliorare i tuoi skill:

Brand Identity: 100 principi per il logo design e la costruzione del brand – Un libro con contenuti interessanti e di analisi di loghi più o meno famosi.

Riccardo Scandellari – Fai di te stesso un brand –  Il testo si rivolge a tutti quelli che hanno l’esigenza di crearsi un’identità online e vogliono conquistare visibilità. Riccardo Scandellari (conosciuto nel mondo del web come Skande) spiega le potenzialità dei maggiori social network, come ottenere il massimo da essi e come sfruttarli per portare traffico al tuo sito.

Brand Thinking and other noble pursuits – Ogni capitolo è un ampio dialogo tra Debbie Millman, visionaria in campo di branding, e un leader diverso, tra i quali Malcolm Gladwell, Tom Peters, Seth Godi, e Wally Olins. Questo libro è coinvolgente e illuminante ed è un forum senza precedenti sullo stato del branding moderno e come le aziende e i consumatori possono meglio comprendere il comportamento e i significati dietro ogni marchio.

 

 

Bene, spero ti sia piaciuto questo articolo.

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Immagine di copertina di Bratislav Milenkovic.