Branding, Grafica, Ispirazioni

Perché il tuo logo fa schifo? Gli errori da non fare.

Il logo è la prima immagine che diamo di noi stessi e della nostra attività al mondo. Si tratta di una piccola carta di identità, quello che i Mad Men della pubblicità e della comunicazione chiamano branding. Il tuo logo oggi non può essere impreciso o oggettivamente brutto: finisce per comunicare al resto del mondo che non hai cura per quello che fai, che non ti frega della tua professione (e figuriamoci dei tuoi clienti!), che non ti aggiorni dagli anni ’70, che non sai concorrere nel mercato. In poche parole, che sei vecchio o completamente trasandato.

Avere un logo che semplicemente definirò bello, soprattutto se hai un’impresa commerciale o se sei un artista o un libero professionista, è fondamentale. Magari potrai non avere l’automobile o lo studio di proprietà, ma il logo è come poter scegliere la tua faccia. Andresti in giro con una faccia brutta se avessi la possibilità di decidere come vuoi apparire? Non credo.

Oggi il mercato esige attenzione: l’attenzione si esplicita nella cura e nella passione, per questo ogni particolare è importante per non sfigurare.

 

Smart Logo = Better Business Condividi il Tweet

 

Sembra uno slogan pubblicitario, ma non lo è: è la verità. Ecco perché la maggior parte delle aziende spendono fior di quattrini per avere un bel logo e, a seguire, tutta l’immagine coordinata che li rappresenti. Giorgio Armani non sarebbe mai diventato un brand di successo con un logo in Comic Sans!

 

pepsi logo evolution

 

Gli stessi marchi si evolvono nel tempo, modificano il proprio logo, lo ridisegnano e lo rendono più moderno, commercialmente più “appetibile” e questo non è un caso. Un logo risente del trascorrere del tempo, ha bisogno di qualche ritocchino ogni tanto, come una signora sulla cinquantina che va, diciamo, dall’estetista.

 

Okay, starai pensando, ma come faccio a sapere se il mio è un logo bello o se fa schifo? Come faccio a decidere quando e se devo ritoccarlo? 

Ti rispondo subito: esistono dei segnali. Ci sono delle caratteristiche che un logo non deve mai avere. E se le ha, vuol dire che è brutto. O che non comunica. O che non funziona. O che viene percepito come una palla al piede più che come un’ala per volare.
Per capire se il tuo logo è bello o brutto, se è fatto bene o se fa schifo devi fare un test di autovalutazione. Sempre sperando che tu lo abbia, un logo!

 

Il tuo logo NON funziona quando:

 

1. Risulta difficile da usare e da adattare.

Il tuo logo deve potersi adattare bene ovunque, in ogni contesto. Deve star bene online, offline, sulle stampe, ricamato, in rilievo o in qualunque modo si voglia posizionarlo. Se il tuo logo ha una forma strana, se non è scalabile perché perde di efficacia o non si legge più bene, vuol dire che c’è qualcosa che devi fare, quasi sicuramente un restyling o una sintesi delle forme. Insomma, andrebbe rivisto.

Il logo "Dolci in Tasca" non è più leggibile se rimpicciolito. Gli altri due funzionano molto meglio in tutte le grandezze.

Il logo “Dolci in Tasca” non è più leggibile né comprensibile se rimpicciolito. Sarebbe poi impossibile da ricamare per via dell’ombreggiatura invadente. Gli altri due invece funzionano molto meglio in tutte le riduzioni.

 

 

2. Le persone confondono o non capiscono quello che fai.

Questo è un segnale da codice rosso, un errore madornale. In questo caso puoi agire o morire. Ricorda che lo scopo del tuo logo è comunicare una chiara identità. La confusione che generi è praticamente all’opposto di questo risultato. Ciò non vuol dire che il tuo marchio deve dolorosamente enunciare tutti i tuoi prodotti o servizi, ma deve quanto meno darne un’idea.
La mela non urla subito concetti quali tecnologia o innovazione, ma funziona bene come logo, per Apple. Ricorda che un logo non è il tuo bigliettino da visita, nel senso che il tuo simbolo non deve riportare tutte le informazioni che leggi sulle Pagine Gialle! Il tuo nome o il nome della tua azienda è più che sufficiente, non aggiungere altro.

 

3. Non si visualizza bene su fondo bianco.

Può darsi che il tuo logo sia stato pensato con un fondo scuro, ma in questo caso deve comunque prevedere una versione per fondi bianchi, che lo renda leggibile e dia la giusta luminosità. Immagina di doverlo posizionare su un magazine o ai piedi di un 6×3 per uno sponsor: non vorrai mica che sembri una macchia nera, un pugno nell’occhio in negativo vicino ad altri loghi su fondi bianchi, vero? Differenziati, ma nel modo giusto!

 

3. Non si legge.

Se il tuo logo presenta scritte di colore improbabile su disegni di forma ancora più improbabile, vuol dire che stai un po’ esagerando. Il design di un logo è un gioco di semplicità: il logo è una base essenziale su cui costruire e comunicare i propri valori, non un raccoglitore di monnezza grafica. Condensa. Metti a fuoco. Semplifica. Ti ritroverai con un logo molto più forte.

 

Questi loghi hanno evidenti problemi di leggibilità, colore, comprensione e scalabilità.

Questi loghi hanno evidenti problemi di leggibilità, colore, comprensione e scalabilità. Sono dunque dei cattivi esempi da non imitare!

 

4. Presenta elementi grafici simili a migliaia di altri loghi.

Un po’ di originalità per favore! Il tuo logo non può essere simile o uguale a quello di mille altri come te. Vuol dire che sei già standardizzato e spalmato sulla concorrenza, non va bene. Immagini di omini stilizzati, cerchi, quadrati, croci, globi e cuoricini banali seppelliscili per sempre. Non comprare immagini o vettori da siti di stock, rischierai di rivederli in altri brand come il tuo. Cerca di disegnare o di farti disegnare delle forme più interessanti, altrimenti opta per il solo lettering, senza disegnino.

 

5. Non aggiunge valore o non sembra professionale.

I clienti amano le cose che hanno valore. Se vuoi agire in prospettiva, dai loro qualcosa di utile o che almeno comunichi un concetto non banale dietro il tuo design. Fai un test e chiedi le opinioni (sincere) di clienti, amici e parenti. Osserva le loro reazioni e accetta le loro critiche, valutandole coerentemente (conta che il gusto della gente non è sempre tendente al bello). Poi agisci.
Su questo sito puoi farti un’idea di cosa significa avere un logo brutto o banale. Si vota in birre. Wow!

 

6. Usa un font banale o ne usa troppi.

Quando si tratta di creare un logo, scegliere il font giusto è la decisione più importante che un designer possa fare. Il più delle volte, un logo non è efficace a causa di un carattere povero o abusato (un esempio per tutti è il famigerato Comic Sans).

Trovare il font perfetto per il tuo logo che si avvicini allo stile del tuo marchio può essere difficile. Molto facile cadere in errore. L’icona e il font possono persino entrare in concorrenza tra loro per attenzione, se entrambi troppo forti; se l’esatto opposto, troppo deboli, chi guarda non saprà dove mettere a fuoco. La chiave è trovare il giusto equilibrio, da qualche parte nel mezzo. Ogni carattere ha una personalità. Se il tipo di carattere che hai scelto non riflette le caratteristiche dell’icona, l’intero messaggio del tuo brand farà cilecca.

Ci sono fonderie professionali, come MyFonts e FontFont, che offrono in anteprima i migliori caratteri tipografici che puoi utilizzare o scegliere per il tuo brand. Conviene sicuramente dare un’occhiata, quanto meno per farti un’idea.

 

Immagini volgari, prese da stock, con troppi colori, già viste non aggiungono valore al tuo brand, ma lo penalizzano.

Immagini volgari, prese da stock, con troppi colori, già viste non aggiungono valore al tuo brand, ma lo penalizzano.

 

 

7. Ha troppi colori o è volgare.

Esagerare con i colori e le forme rende il tuo logo confuso e poco economico, ma anche difficile da tradurre in monocromia, cosa che ad un certo punto potrebbe servirti. Cerca di non usare più di 4 colori o, se ne vuoi di più, prova almeno ad utilizzare combinazioni logiche e ricorda la psicologia del colore. Le sfumature e gli effetti speciali, ad esempio, sono problematici in fase di stampa, come anche le ombreggiature. Cerca di mantenere pulita ed essenziale la tua immagine.

Non usare inoltre richiami o disegni che evocano robe volgari o offensive, anche in modo molto allusivo. Ti renderai ridicolo al primo sguardo.

 

La psicologia dei colori nei loghi

La psicologia dei colori nei loghi

 

8. Ha uno stile vecchio o superato.

Quando costruisci il tuo logo è necessario chiarire gli obiettivi e la visione del tuo marchio. Bisognerebbe fare una ricerca sui tuoi concorrenti e sul pubblico di destinazione per capire meglio non solo come differenziarti, ma anche per imparare quale tattica visuale funziona meglio, in quanto il pubblico dei tuoi competitor è probabilmente molto simile al tuo. Anche se devi evitare a tutti i costi di emulare i tuoi concorrenti, non puoi cadere nell’errore di ignorare le loro motivazioni e le abitudini del tuo target di riferimento. Cerca poi di sperimentare un nuovo punto di vista, non ti fermare a robe vecchie, già viste o superate. Dai un’idea innovativa e contemporanea di quello che stai facendo.

E non dimenticare: la coerenza è la chiave. Mantenendo una certa coerenza di intenti e di immagine creerai un marchio facilmente riconoscibile e univoco che parla al tuo pubblico e si distingue certamente dalla concorrenza.

 

 

 

Alcune risorse utili da leggere

Se non hai la benché minima idea di cosa sia una brand identity, ti consiglio di leggere questi due libri: Brand Identity, 100 principi per il logo design e la costruzione del brand e Brand Identikit. Trasformare un marchio in una marca. Il libro Logo Design Love è invece un concentrato di spunti, idee e suggerimenti. Inizia con l’analisi di loghi famosi in tutto il mondo e si concentra successivamente sulle tecniche, gli stili e le metodologie di lavoro da adottare per la creazione di un logo che trasmetta una forte identità di marca.

 

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