Fare il designer spiegato al mio bisnonno

Caro bisnonno, ti scrivo dal futuro, sì, da quel mondo che anche tu, nel tuo piccolo hai contribuito a creare.
Cerco di spiegarti cosa faccio tutti i giorni da più di 10 anni, ormai.

Lo so che ci sono alcuni concetti per te piuttosto difficili da capire, anche perché io utilizzo degli strumenti che all’epoca tua non esistevano neanche.
Partiamo dal presupposto che io sono un architetto. Questo lo capisci, vero? Le scuole di architettura ci sono sempre state, dalla notte dei tempi. Se ti dicessi pensa ad un architetto, tu probabilmente menzioneresti Michelangelo, Leon Battista Alberti, Palladio. Beh, scordateli.
Caro bisnonno, diciamo che l’architettura dei giorni nostri è cosa assai diversa. Ora costruiamo per lo più verso l’alto e i nostri palazzi e monumenti hanno forme alquanto strane, tondeggianti, storte, a forma di bottiglia rovesciata o di vela tesa. Ti chiederai il perché, beh, non lo so. Probabilmente perché tutto oggi è diventato una spettacolarizzazione del quotidiano. C’è persino gente che si fa le foto da sola e le manda pubblicamente in giro! Roba del futuro.

Ritorniamo a noi. Sì, sono architetto e come tale mi piace pensare e disegnare. Diciamo che tutte le idee che passano dalla mia testa si trasformano in immagini. Bella definizione, eh?

Questo l’hai capito.

Come architetto io disegno anche gli interni di case e uffici. Sì, mi piace renderli più belli. E sai che c’è di più? Grazie all’utilizzo di un aggeggio chiamato computer, una sorta di scatola magica complessa che calcola ed elabora dati, riesco a far vedere al mio cliente come sarà la sua casa prima di fare qualsiasi lavoro o modifica! Non ti sembra eccezionale?!? Figo, diciamo noi qui nel futuro.

 

Bene, ora ti dirò di più. Oltre a fare l’architetto io sono una designer. Oh, il design. Beh, diciamo che io progetto, a partire da un’idea, da un’intenzione. Non sono un semplice progettista, un freddo calcolatore.

Diciamo che sono una via di mezzo tra un artista, un traduttore, un demiurgo e un progettista. Condividi il Tweet

 

Forse ti è già più chiaro, ma ti faccio un esempio. Immagina di essere il proprietario di un laboratorio di cioccolatini. Quelli buoni, ripieni, fatti di cioccolato finissimo di alta qualità. Bene. Immagina di voler fare in modo che i tuoi clienti se ne vadano in giro la domenica con i tuoi cioccolatini in bella vista. Bene.

Tu mi chiami e mi sottoponi il problema, la tua esigenza. Io cosa faccio poi? Ci penso un attimino e ti propongo una soluzione. Ad esempio, molto banalmente, potrei proporti di creare una scatola molto elegante, con un bel manico, da portare a passeggio come una borsetta. Carino, vero? Ammettiamo che ti piaccia. Ecco. Io allora ti progetto la scatola, come si apre, che dimensioni ha, come si maneggia, cosa c’è scritto sopra e sui lati. La studio, la disegno e poi ne curo la produzione, contattando e seguendo i fornitori. Un esempio:

 

 

Ti assicuro che questa cosa, che sembra facile, in realtà non lo è per niente. Sia perché ogni progetto ha le sue difficoltà tecniche e concettuali, sia perché per creare qualcosa di bello e raffinato c’è bisogno di ricerca, conoscenza, studio, applicazione. Non ci si improvvisa designer.

 

Oltre a fare l’architetto e la designer io sono anche un graphic designer. Wow, parolona inglese. In italiano si traduce banalmente con la parola grafico, ma è una parola molto imprecisa, perché il grafico è chi lavora in tipografia e gestisce i macchinari per la stampa e i processi di stampa stessi. Il graphic designer è invece un professionista che si occupa di creare oggetti visivi, intesi per essere stampati, pubblicati o trasmessi tramite i media digitali allo scopo di comunicare un messaggio al pubblico nel modo più semplice ed efficace, tramite il testo e le immagini.

Ed è davvero ciò che faccio io. Questo intendevo quando dicevo che le idee nella mia testa si trasformano in immagini. Bello, vero?
Questo lavoro è davvero entusiasmante, bisnonno. Ogni giorno ho a che fare con molteplici richieste di immagini, chi necessita di un logo, chi di un sito web, chi di un poster, chi di un catalogo, chi di una illustrazione, chi di una pagina pubblicitaria.

 

Tutto il mondo è fatto di immagini. Le immagini arrivano prima, sono più immediate, si ricordano meglio, suscitano più emozioni. Condividi il Tweet

 

Forse non avrai capito cosa significa logo, sito web, poster e pagina pubblicitaria, ma te lo spiego con più calma un’altra volta.

 

Nel mio piccolo io sono anche un’imprenditrice. Ebbene sì, nonostante sia strano per te che una donna possa fare tanto, qui succede e anche spesso. Sono imprenditrice perché mi piace guardare lontano, investire in nuove start-up, creare sinergie tra le persone per fare cose sempre più belle. E sono imprenditrice anche di me stessa, in quanto devo portare avanti la mia “impresa”, lavorare per il futuro della mia professione, studiare, aggiornarmi e non fermarmi mai.

 

Ora voglio dirti che spesso in questo blog sentirai spesso il termine freelance. Caro bisnonno, non vuol dire che mi lancio gratis nello spazio o addosso ai clienti. Vuol dire semplicemente che sono un libero professionista, con tanto di abilitazione e partita iva, e non una dipendente presso nessuna azienda. In genere i miei clienti mi chiamano per necessità oppure, quando hanno in mente un progetto più lungo o complesso, mi offrono una collaborazione annuale continuativa come consulente esterno. Ci vediamo periodicamente, secondo accordi comuni e in base al lavoro da fare, ma non lavoro fisicamente sempre presso di loro.

 

In genere lavoro nel mio studio in pietra, con le volte alte e le finestre grandi. Ho le mie attrezzature, i miei libri e sono felice così.
Caro bisnonno, il lavoro, nel passato come nel futuro, deve entusiasmare e far felici le persone, non deve schiavizzare né deprimere nessuno.

 

Ed è questo quello che conta.

 

 

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