Il futuro del designer grafico: l’animazione

Ne ho già parlato in questo articolo: l’animazione e la motion grafica sono già una tendenza e rappresentano sempre più il futuro della professione del grafico.

L’animazione è ovunque: negli spot televisivi, nelle sequenze di titoli, nei video tutorial, nei video musicali. Ma più di recente la motion grafica si vede spessissimo in aree come l’UX e il design, nel social media marketing e anche nelle relazioni aziendali e nei cataloghi. La domanda del mondo digitale sta aumentando a dismisura.


Le migliori agenzie, quelle con gli occhi di falco, soprattutto all’estero, hanno primordialmente avuto un approccio web, chiedendo agli illustratori di armeggiare con SVG e animazioni basate su CSS. Questa fioritura ha avuto una duplice influenza sul settore: le agenzie oggi cercano illustratori multi-talento che possono tradurre i loro alambicchi in immagini in movimento, mentre gli illustratori sono pronti a traslare le loro competenze verso settori più redditizi e finanziariamente più gratificanti.

Al primo sguardo, i gradi di separazione tra animazione e illustrazione non sembrano poi così tanti. Ma se sei un illustratore che vuole un netto cambiamento di carriera verso l’animazione a tempo pieno, la strada non è semplicissima.

Per aggiungere un'ulteriore freccia creativa al tuo arco, la formazione continua è la via. Condividi il Tweet

 

Possono dunque i grafici e gli illustratori da soli fare il salto verso l’animazione? In teoria, un illustratore dovrebbe già avere una buona conoscenza di movimenti, prospettive, colori, caratteri, personaggi – tutte cose che rappresentano un buon animatore.

Imparare i software dedicati è importante, ma è sempre necessaria una certa capacità di progettazione e una conoscenza delle tecniche utilizzate dagli animatori.

Leggendo il libro The Animator’s Survival Kitil Kit di sopravvivenza dell’Animatore, di Richard Williams, originariamente pubblicato nel 1957 e ampiamente aggiornato (dal momento che è forse il testo più venerato sulle tecniche di animazione e narrazione mai scritte) potrai conoscere tutto quello che c’è da sapere circa i principi fondamentali di animazione. Questi sono rimasti praticamente gli stessi dai tempi di Walt Disney: oggi abbiamo a disposizione solo strumenti più elaborati e, grazie a questi, anche le persone che non sanno disegnare possono avere una chance di fare gli animatori.

 

Gli strumenti necessari

Gli strumenti disponibili ora sono incredibilmente potenti e anche relativamente semplici da capire se vieni da una formazione digitale, visto che quasi tutti i principali pacchetti di animazione aggiungono alle potenzialità grafiche la cosiddetta linea temporale. La scelta del software sarà probabilmente influenzata dal tuo stile e dall’output previsto (se fai animazione di personaggi oppure di infografiche, ad esempio, oppure se fai animazione 2D o 3D).

After Effects, 3ds Max, Cinema 4D, MODO, Blender, Maya – tutti questi software sono in grado di creare potenti motion graphics e animazioni sia bidimensionali che tridimensionali. Adobe Animate (il caro vecchio Flash) è ancora il preferito di molti, mentre Anime Studio, Toon Boom e una miriade di altre piccole suite indipendenti sono abbastanza seguite soprattutto da nicchie.

Per le animazioni su web, l’HTML5 è  sempre più richiesto.

In realtà gli illustratori che cercano di scalare al livello successivo preferiscono la combinazione tra Adobe Illustrator (AI) e After Effects (AE). Questa combo è per lo più orientata verso effetti visivi, per cui ha un grandissimo potenziale. In genere il processo è creare forme vettoriali su livelli di AI e manipolarle in AE usando maschere, espressioni e un paio di altri effetti. Le espressioni sono una parte importante del processo e contribuiscono ad automatizzare tanti aspetti diversi dell’animazione.

Ecco un esempio di come realizzare un logo animato in AE con forme vettoriali importate da AI.

 

 

Quando si crea un’illustrazione che finirà per essere animata, è impossibile non pensare a come l’animazione dovrà funzionare già da uno stadio primordiale. Questo può semplificare l’illustrazione in qualcosa che sia più facile da animare.

Anche avere il giusto tipo di materiale di riferimento è importante. Soprattutto se si animano personaggi o forme, studiare i riferimenti da film e serie animate, e soprattutto prendere ispirazione dalla vita reale è la chiave. Fai crescere la tua biblioteca di riferimento mentale – così da usare i software solo per esprimere l’animazione.

Un animatore di successo ha bisogno di un sacco di competenze, ma l’abilità più importante è avere un buon senso del tempo.

 

Quasi chiunque può imparare ad usare un software o a smanettare con un po’ di teoria, ma ci sono livelli più profondi di competenze necessari per l’animazione di successo. Se gli oggetti del mondo reale non si muovono come previsto, si rischia di non comunicare niente al pubblico.

L'illustrazione può essere astratta o interpretativa, ma l'animazione è molto meno indulgente. Condividi il Tweet

 

 

Saper raccontare storie animate

Lo storytelling è il costrutto centrale su cui si basano tutte le animazioni. Le illustrazioni possono naturalmente raccontare storie, ma un’immagine in movimento esprime la trama in modo più chiaro e più visibile rispetto a qualsiasi altra produzione creativa.

Secondo l’animatore e illustratore Michael Lester, la narrazione è una capacità che si può sviluppare proprio come qualsiasi altra abilità creativa.

Scrivo un sacco di storie. Per quanto visuale sia il mio lavoro, mi piace essere in grado di scrivere prima di buttar giù qualsiasi schizzo grafico. Anche se è solo una frase, io devo sempre controllare la tensione narrativa per assicurarmi che sto andando bene.

È possibile sviluppare la capacità narrativa semplicemente con l’impegno: cerco spesso, ad esempio, di riassumere la giornata noiosa che ho avuto in una frase coinvolgente; oppure prendo gli oggetti inanimati e invento storielle. Ci sono un sacco di esercizi che si possono fare nella vita di tutti i giorni che aiutano a costruire le giuste competenze narrative.

 

I suoi lavori per la XL Records e il sito web dell’Autorità di Orange County Trasporti, dimostrano quanta abilità si può avere come narratori, illustratori e animatori.

Per Lester, a prescindere dal software usato, è la visione creativa che fa un animatore di successo: il “must” numero uno è avere una buona immaginazione. Bisogna immaginare prima di animare. Prima di vendere l’idea a qualcun altro bisogna venderla a se stessi. Questo può essere difficile, ma è la chiave per fare un grande lavoro.

 

emiliano Mazzola

Animazione per Bergamo 2.035 di Emiliano Mazzola

 

I cinque migliori consigli per creare l’animazione perfetta

 

1. Scrivi una sinossi

Se stai lavorando su un’animazione astratta o una trama incentrata sui personaggi complessi, è necessario avere un senso generale di ciò che la tua animazione sta raccontando. Qualsiasi storyboard dovrebbe poter essere spiegata attraverso le parole, come una storia. Prova a scrivere una sinossi che incapsuli i dettagli fondamentali della tua animazione.

2. Blocca le scene

Dividi la storia nelle sue parti fondamentali, in cui ogni scena racconta una mini-trama che è una parte del tutto. Aggiungi note di riferimento su ciò che i tuoi personaggi o gli oggetti devono fare e come lo fanno. Se hai intenzione di concentrarti sulla narrazione, ricorda che l’occhio può concentrarsi solo su una cosa alla volta. Fai in modo di guidalo attraverso il tuo racconto.

3. Ricorda i riferimenti

Concentrati a catturare i movimenti delle scene in maniera credibile e realistica. Il timing e l’ottima conoscenza del movimento è essenziale per creare una buona animazione. La natura fisica è una grande risorsa. Guarda i movimenti degli animali, per esempio, o i documentari online.

4. Il tempismo è cruciale

Le trappole di temporizzazione sono la rovina di un progetto di animazione: se ad esempio le tue sincronizzazioni labiali o i personaggi sono troppo ‘scattanti’, l’animazione sarà innaturale e non credibile per il pubblico. Nel libro The Animator’s Survival Kitil Kit di sopravvivenza dell’Animatore c’è un intero capitolo sulla sincronizzazione labiale che spiega in profondità il modo in cui i fonemi e le forme della bocca devono essere disegnati e animati.

5. Pensa alle transizioni

Gli illustratori non hanno mai a che fare con i passaggi e le transizioni da una scena all’altra nel loro lavoro quotidiano, per questo le transizioni possono essere un ostacolo difficile da superare. Prendi allora due pezzi diversi del lavoro illustrativo che hai fatto e che sono stilisticamente simili, mettili uno accanto all’altro e pensa a come si potrebbe passare da uno all’altro.
Quali elementi potrebbero trasformarsi? Come lo faranno? Quali elementi si possono eliminare e quali nuovi si possono introdurre?

 

Hello

Animazione di Ty Dale

 

Come diventare un motion designer freelance online

 

Diventare un motion designer è possibile. Certo, c’è da sgobbare un bel po’, da studiare, testare, sbagliare e correggere. Se hai una buona padronanza dell’inglese è più semplice perché i tutorial di animazione online sono davvero tantissimi, ma sono per lo più, appunto, in inglese. Oltre al classico You Tube ci sono anche altri siti che offrono tutorial a pagamento su After Effects e sull’animazione in generale.

Il sito di riferimento per la motion grafica è Motionographer dove trovare tantissimi esempi di video realizzati a livello internazionale. Di lì si possono conoscere anche le migliori agenzie di visual effects mondiali che realizzano video in motion.

I canali You Tube che puoi seguire sono GFXFarmMt. MographAfter Effects Tutorials w/ MikeyBoutaib Yassine.

I siti a pagamento con tutorial di motion grafica sono Lynda.com, Skillshare, Udemy, Domestika (in spagnolo), Teacher in a box (italiano). Quelli gratis sono cgi.tutsplus.com, VideoCopilot, Red Giant e tanti altri.

 

Ovviamente è possibile anche seguire dei corsi fisici strutturati. Se non hai la possibilità di frequentare un corso fisico, una scuola (almeno biennale), non ci sono molte alternative. La migliore soluzione online (sempre che tu sappia l’inglese) è la School of Motion che costicchia un po’, ma è sicuramente la più performante in termini di follow up. Ci sarebbe anche il corso di The Online Animation School, ma è più incentrato sulla creazione ed animazione di personaggi.

 

 

 

 

Gli sbocchi professionali

I motion graphic artists portano il design grafico ad un livello completamente nuovo. Mettono in movimento la grafica piatta, le danno vita con gli effetti visivi, animazioni e tecniche cinematografiche per renderla interessante e coinvolgente.

L'obiettivo della grafica video è comunicare un messaggio o evocare una risposta emotiva dal… Condividi il Tweet

Combinando diversi componenti audio, video, di fotografia, animazione e illustrazione, i motion designers riescono a creare nuove idee per la grafica in movimento, ed eseguirle in modi innovativi.

Questo potrebbe significare tantissime cose: far scorrere i titoli di coda alla fine di uno spettacolo, creare una presentazione scientifica sul funzionamento di un nuovo marchingegno, interagire con clienti, altri artisti e designer per un progetto più complesso. Per fortuna, gli animatori hanno conoscenze fondamentali delle basi di progettazione grafica, conoscenza dei più recenti software di progettazione, capacità straordinarie di problem solving tali da poter lavorare in tantissimi campi.

Le animazioni possono apparire in video musicali, titoli di film, grafica televisiva, menu DVD, spot pubblicitari, videogiochi, loghi di siti web, cartoons, infografiche animate, video musicali, presentazioni aziendali e pagine web interattive. Questo è un campo in rapida evoluzione, i motion designer sono sempre più ricercati in tutto il mondo!

Se vuoi lavorare nel campo, dopo aver assimilato le giuste competenze, per prima cosa ti consiglio di strutturare un piccolo portfolio di grafiche in movimento, il cosiddetto showreel, e di pubblicarlo su YouTube o Vimeo, oltre che sul tuo sito dove spieghi i tuoi skill professionali ed eventuali esperienze. Poi puoi procedere con l’invio del curriculum e con la ricerca di annunci mirati, ce ne sono davvero tanti.

Per il tuo potenziale cliente guardare il tuo showreel sarà più efficace che leggere un pezzo di carta, ovviamente! In bocca al lupo!

 

 

 

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