I 10 errori che un freelance non dovrebbe mai commettere

Essere un freelance è un gioco per gente dalla pellaccia dura: avere a che fare coi clienti, coi clienti dei clienti, con i fornitori, con i briefing, le riunioni, la contabilità, il portfolio, la propria formazione, la gestione del tempo (che non è mai abbastanza), le feste comandate e tutte le varie ed eventuali è un’impresa da titani.

 

Io ho esperienza da vendere in questo campo. Da 10 anni sono freelance, per scelta. Ho lavorato per 3 anni presso un’agenzia di comunicazione e per 5 anni in diversi studi di architettura. In generale posso dire che la dimensione del freelance è più adatta per chi, come me, ama curare diversi progetti e lavorare (e crescere) insieme ai clienti, non sgobbare per un solo padrone.
Soprattutto qui nel profondo sud d’Italia (ma credo che la situazione non sia molto diversa altrove) c’è un approccio particolare e scoraggiante al mondo del freelancing. Da una parte c’è il cliente ideale (quello importante, di un certo calibro) che è sempre più spaventato/disilluso/diffidente verso i giovani liberi professionisti: diciamo che ha paura che lo piantino in asso, che volino alle Barbados lasciandoli soli prima di un’importante presentazione, che non siano all’altezza delle loro richieste, delle loro aspettative di marketing, della loro visione aziendale.

Dall’altra parte c’è il titolare “medio” di agenzia di comunicazione/web/grafica (anaconda inferocita e businessman da strapazzo) che vede il freelance come una facile preda da stritolare. Lo sfrutta, lo maltratta, gli chiede bozze infinite, non paga mai nessun acconto, si inventa timeline assurde, gli fa fare le notti bianche per pochi sudatissimi quattrini (in ritardo e pure tassati). Insomma: massimo ricarico su una manodopera a basso prezzo. Avrei una lista infinita di questi soggettoni qui. E credo che anche tu, se sei freelance, ne abbia una lunga…

 

Entrambi si perdono il meglio dal professionista. Il freelance infatti è una risorsa da salvaguardare, come gli elefanti africani. Porta saggezza, è una grossa fetta di intelligenza non geneticamente “dipendente e troppo omologata”, è un’ondata di freschezza in un momento ammuffito come questo. Non si deve sottovalutare il grande valore di una persona che si auto-forma, che si guarda sempre intorno, che ha a che fare con altri clienti e conosce bene il mercato e le tendenze. Poi, quando un freelance ha un bello stile e una grande capacità interpretativa, bisogna sicuramente farne tesoro.

 

Il freelance è come una moneta d'oro che viene costantemente coperta di polvere. Condividi il Tweet

 

Ve lo voglio dire qui, cari signori del marketing e delle agenzie: dovete rivedere i vostri modelli di business se non l’avete già fatto o sarete presto fuori dai giochi. Oggi si salva chi lavora bene in rete, chi può fare molto con le persone giuste. Le vostre agenzie devono essere sempre più flessibili e agili in un mercato in costante evoluzione. La strada giusta non è quella di 10 anni fa. Adesso è tutto diverso.

 

 

Immagine di FormUK

Immagine di FormUK

 

La storia di Form UK, agenzia di design di Londra ne è un esempio palese: nel 2012, dopo 21 anni dalla nascita dello studio, con un profilo altissimo che viaggia a gonfie vele, i due proprietari (marito e moglie) dello studio decidono di prendersi un anno sabbatico e di ripensare all’agenzia per trovare un miglior equilibrio tra il lavoro, troppo frenetico, e la loro vita privata. Dopo un anno di attenta pianificazione, nel 2013 salutano tutto il loro personale, mettono in fitto l’ufficio e partono per Northumberland, la loro città di origine, per una pausa.
Nel frattempo tracciano il profilo del tipo di lavoro ideale (in termini di ore, clienti e creatività) e abbassano notevolmente il numero di progetti che prima avrebbero preso per sostenere uno studio più grande. Dopo solo un paio di mesi sono invitati al ripensare il logo del Latitude Festival. Da casa, loro due da soli sviluppano l’idea, tracciano il briefing operativo e buttano giù le prime bozze in modo molto naturale e veloce, diversamente da come erano abituati a fare con uno studio enorme alle spalle, quando dovevano delegare e revisionare a catena i designer interni. Era esattamente quello che volevano: un più concentrato e super-efficiente modo di lavorare.

Mentre il progetto Latitude era alla fine, gli viene chiesto di lavorare su un importante gruppo pop. Per mesi coordinano le varie attività: regia, servizi fotografici, design, produzione.
Poi, subito dopo, il rebrand degli Studios di Abbey Road. Tutte sfide molto emozionanti.
Contenti di queste esperienze, riconfigurano la loro casa e creano un fantastico home studio, flessibile di sia in termini di spazio che di tempo. Lavorano le ore che vogliono e hanno più tempo per esplorare altri progetti personali, che è una delle ragioni principali per cui avevano abbandonato la società con personale dipendente. Creano www.filmandfurniture.com, una risorsa online che mostra dove trovare mobili, oggetti, arredamento e arte inquadrata nei film di successo, dalle sedie Djinn di Kubrick ai mobili di lusso di Christian Grey in Cinquanta sfumature di grigio.

Dedicano più tempo al loro lato artistico, e i conseguenti dipinti, carboncini e le edizioni limitate di stampa sono andati a ruba. Lanciano anche una nuova serie di acqueforti chiamata Silent Voices. Lavorano ovunque gli pare – a casa, dal bar, dal loro cottage, dai luoghi di vacanza. La creatività è mobile, non ha bisogno di essere chiusa in un ufficio.

Ovviamente non è tutto divertimento e giochi. Hanno scelto di non assumere personale a tempo pieno, e così facendo devono sbrigarsela da soli – imparare i pro e i contro di WordPress, SquareSpace e MailChimp, rispondere al telefono, mandare email – tutte cose che occupano un sacco di tempo e possono rompere la concentrazione.

Ma la sensazione di spazio, di orari flessibili e i riconoscimenti dei clienti (che non si preoccupano del fatto che non hanno più un grande studio a Londra) gli permette ogni giorno di fare un lavoro magnifico.

 

 

Bella storia, ma torniamo a noi. Se sei un freelance (per scelta, ovviamente), potrai facilmente cadere in uno di questi errori che sto per elencarti. Non preoccuparti, ci siamo passati tutti. Leggi, impara e aggiusta il tiro. Il bello del nostro lavoro è che c’è sempre tempo per migliorarsi.

 

1. Non farti fregare.

Anche se sei un freelance, la tua vita non deve ruotare solo intorno al lavoro. Magari hai lasciato un posto da dipendente perché ti succhiava tutte le risorse in termini di tempo a disposizione e ora ci sei ricaduto. Avere il controllo del proprio tempo è un’opportunità incredibile per un freelance: renditi conto che la vita deve sempre venire prima, non importa quanto spaventoso può sembrare. Quando hai il tempo di dare la priorità alle esperienze, l’ispirazione e la vita stessa ti daranno la forza per creare e lavorare meglio.

2. Concentrati sul qui e ora.

Fai un piano attento delle scadenze, ma poi concentrati sul qui e adesso. La determinazione è un grande alleato per portare a termine i progetti con puntualità, anche perché la vita di un freelance è fatta anche di attività promozionali e crescita professionale, il che vuol dire perdere opportunità.
Progetta obiettivi realistici da raggiungere non oltre i sei mesi. Non strafare, non pensare troppo a lungo termine.

3. Quanta ciccia hai?

Quando diventi un freelance, la prima cosa che fai è pensare di poter competere con grandi agenzie, offrendo una gamma completa di servizi creativi. Questo può essere giusto all’inizio, ma finisce col portarti un superlavoro vario e poliedrico, con un portfolio che non spiccherà mai in nessuna particolare area creativa. Decidi invece di giocare sui tuoi punti di forza, specializzandoti in quello che apprezzi di più: i clienti risponderanno più positivamente e troverai più occasioni per mettere all’opera le tue abilità e peculiarità.

 

4. Il contratto prima di tutto.

Il più grande errore che il freelance può fare è non farsi firmare un preventivo o un’impegnativa di lavoro. Il contratto può sembrare qualcosa che dia fastidio al cliente, ma un pezzo di carta sottoscritto è assolutamente necessario per lavorare con correttezza e senza fregature. Lì fuori ci sono tantissimi potenziali clienti che hanno bisogno di idee, di soluzioni, di proposte. Ma, cari miei, le idee significano tempo per pensare e, pertanto, si pagano.

5. Impara a dire di no.

Se dici sì a tutto e tutti finirai per non avere più tempo per nulla. Se fai un piano operativo e di crescita professionale devi misurarti con degli obiettivi. E gli obiettivi significano lavoro e rinunce. L’unica risorsa che hai è il tempo, per cui se lo sprechi con attività che non ti portano a nulla non crescerai mai come volevi.

 

6. La dimensione migliore è la tua.

Quando diventi freelance sei completamente in un’altra dimensione. Ascolta te stesso e i tuoi desideri, e soprattutto assicurati di essere felice di lavorare quando ti svegli ogni mattina. Da creativo, trova uno spazio e un metodo di lavoro in cui senti di poterti esprimere completamente. Questo ti porterà molti scambi e collaborazioni in più, perché sarai libero, a tuo agio e tremendamente felice.

 

7. Fai suonare le campane.

Ricordati che da freelance devi fare un po’ di rumore sul fatto che sei disponibile a lavorare. Impara a vendere te stesso, rendi i clienti consapevoli dei servizi che puoi fare per loro. Mai riposare sugli allori. Devi continuamente coltivare i nuovi contatti e tenerti in contatto con quelli già esistenti.

 

8. Impara a coltivare la creatività.

Non puoi piantare il tuo computer sul tavolo della cucina o sul letto e semplicemente lavorare. Sei un libero professionista ora, puoi lavorare dovunque, vero? Beh, sì, ma questo non significa che devi girovagare senza una meta. Creati un gradevole spazio stimolante, che avrà un effetto sicuramente migliore sulla tua produttività.

 

9. Fatti un sito.

Conosco un sacco di creativi freelance che non hanno un sito web o un portfolio. Ormai non possiamo fare finta di non essere digitali. La prima cosa che un cliente interessato fa oggi è andare a vedere chi sei su internet o sui social. Se non ti trova vuol dire che non esisti. Se ti trova e hai un sito che fa schifo perderai credibilità sulle tue attività. L’immagine è tutto, disse qualcuno. Ed è vero.

10. Sii un mago.

Essere freelance non significa solo avere buone idee e buone abilità creative. La cosa più importante è come riesci a vendere te stesso e a parlare coi clienti. Non fare il furbo: a lungo andare non paga con nessuno. Sincerità, correttezza, competenza, puntualità sono le doti migliori per un libero professionista.

 

 

Per concludere, ecco qualche libro da leggere per approfondire il tema del freelancing.

Luca PanzarellaVivere Freelance: La guida per freelance più letta in Italia
Dario Banfi e Sergio BolognaVita da freelance
Francesca MaranoSolopreneur: L’organizzazione del lavoro (in proprio) spiegata semplice
Sara Bruschini Freelance Online

Se vuoi saperne di più, da come fare a lasciare il tuo posto di lavoro a come metterti in proprio da libero professionista, lascia un commento qui sotto o inviami una email. Risponderò a tutte le tue domande e ti consiglierò il miglior modo di procedere. Alla prossima!

 

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