Come fare storytelling personale in modo creativo

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Le storie hanno la capacità di favorire le connessioni umane in modo così significativo che ogni artista/grafico/designer/creativo dovrebbe essere innanzitutto un grande narratore.

Le storie sono in realtà un mezzo organico di marketing che ti permette in più modi di connetterti con il tuo pubblico e di promuovere il tuo lavoro senza far percepire al lettore una discreta puzza di pubblicità. Le storie offrono sempre qualcosa di valore, sono piacevoli da leggere e più facili da ricordare.

Nell’ordine, innanzitutto crea il tuo brand. Poi raccontalo.

 

Ecco una guida sintetica su come costruire e sviluppare uno storytelling importante.

Certo, non esiste un modo univoco per raccontare una storia, quindi prendi questi di seguito come degli esempi. Una storia può essere un video di 60 secondi in cui parli di un nuovo cliente o una campagna di social media marketing di 5 mesi che mostra il processo creativo dietro il tuo ultimo progetto, o anche un romanzo di 100 pagine, se ti senti particolarmente ambizioso. Persino il curriculum è uno strumento per fare storytelling creativo.

Racconta la tua storia individuando il tuo punto di vista personale su un tema universale

Se sei il personaggio principale o se stai sostenendo un brand, dovresti teoricamente sapere tutto quello che c’è da dire su un determinato soggetto. Ma la realtà è che quando sei il pilota di una narrazione, a volte ti precipiti lungo la strada con gli occhi chiusi, focalizzandoti solo su ciò che verrà dopo, quando invece hai bisogno di guardare bene tutto quello che ti circonda.

Se hai difficoltà a buttar giù il tuo racconto, tieni a mente la biografia di Norma Jeanne Maloney, “pittrice di insegne” texana. Negli ultimi 25 anni Maloney ha lavorato in tutti gli Stati Uniti, da San Francisco a Nashville, da Austin fino in Texas, dipingendo a mano a prezzi accessibili i cartelli colorati per gli artisti del barbecue, per le macellerie e le botteghe di tatuaggi. Ha anche guidato un camion per due anni: Maloney ogni giorno ha indossato il suo cappello da cowboy e ha lavorato dall’alba al tramonto “come un contadino” in un edificio verde menta del secolo scorso.

L’affitto era relativamente basso e questo le ha dato la libertà finanziaria di creare arte secondo i suoi gusti. Ha trascorso quasi la metà della sua vita facendo tutto quello che doveva esser fatto e che lei amava.

 

Il tema è sostanzialmente questo: puoi scegliere di fare sacrifici per vivere una vita creativa, oppure vivere una vita creativa all’insegna dell’avventura, oppure far partire la tua carriera con solo una vagonata di umiltà. Trova tu quello che meglio si adatta al tuo viaggio.

 

Scrivi di un’avventura

Le storie hanno sempre bisogno di un movimento. Hanno bisogno di azione. Hanno bisogno di qualcuno che viva un’avventura, sia che sia un trekking fisico, sia un viaggio introspettivo. Meglio ancora, le storie dovrebbero averli entrambi, perché il tuo obiettivo è quello di aggiungere molte rughe memorabili alla narrazione.

Ad esempio, prendi un giovane artista che si trasferisce a New York senza nient’altro che una valigia e un sogno. L’artista nigeriano Laolu Senbanjo è cresciuto in una famiglia in cui i maschi, per generazioni, sono diventati avvocati solo perché era considerato l’unico lavoro rispettabile.

Senbajo inizialmente intraprende gli studi di legge, ma poi li abbandona e apre una galleria d’arte in Nigeria. Suo padre è così sconvolto da questa notizia che un giorno lo guida attorno alle baraccopoli della città, dicendogli che se avesse continuato con la galleria, sarebbe finito lì. Senbajo non ci pensa più di tanto: non solo mantiene la sua arte, ma si guadagna anche un visto per gli Stati Uniti. Pochi anni dopo ottiene il lavoro di una vita: dipinge il volto di Beyoncé con i suoi disegni Afro per il video musicale Lemonade. Questo lo porta a lavorare con Nike, con il Grammy Museum e l’istituto Smithsonian, tra gli altri.

 

 

Fu solo allora che il padre si avvicina alle attività del figlio dicendogli: “Nonostante noi siamo i tuoi genitori, tu ci hai dato una lezione sull’arte e sulla vita“.

Cerca storie all’interno di una storia – ad esempio una storia di tensione con un padre padrone all’interno di una storia di viaggio di un giovane sognatore – e comincia a tesserle insieme per dare alla tua narrativa una trama e una ricchezza uniche.

 

Confessa le tue battaglie

Nessuna buona storia è mai completa senza una lotta. Questo significa che devi condividere momenti difficili, persino momenti in cui hai fallito. È faticoso per tutti, lo so.

L’obiettivo, però, non è rivivere memorie che preferisci dimenticare: è fornire un altro modo al tuo pubblico di connettersi con te. Pensa ad un aspirante olimpico che perde le Olimpiadi e poi si sacrifica per altri quattro anni prima di riprovarci. È la natura umana provare empatia, anche se non ci conosciamo tra noi personalmente.

Una lotta mostra al pubblico che sei umano e ti dà la possibilità di manifestare la pasta di cui sei fatto. Prendi la storia di Mira Nakashima, scultrice di legno.

Suo padre George, uno dei più rispettati artigiani negli Stati Uniti, decise che Mira avrebbe seguito i suoi passi realizzando sedie, tavoli e altri mobili in uno studio rurale di famiglia in Pennsylvania. George prese spesso preso importanti decisioni per Mira, ad esempio che avrebbe frequentato l’università ad Harvard, che avrebbe studiato architettura e che avrebbe fatto apprendistato presso di lui.

Le aspettative su Mira erano altissime. Non importava quanto lavorasse duro, non era mai abbastanza. Immagina se il tuo capo non ti facesse mai i complimenti per il tuo lavoro. Ora immagina se quel capo fosse tuo padre. Perfetta depressione. Il suo pubblico però non l’ha mai abbandonata. Quando George morì nel 1990 Mira ereditò il negozio. Sapeva che doveva andare avanti e evolversi. Lo fece portando lo Studio Nakashima in uno dei capitoli più di successo della sua storia.

 

Le storie devono essere più provocatorie: hanno bisogno di spingere le persone fuori dalle loro zone di comfort. Questo ha dato a Mira la possibilità di mostrare al pubblico il suo spirito umano e la sua forza – proprio come un olimpico – rendendola una persona per cui desideriamo un lieto fine.

Ricorda che la tua vulnerabilità non è un segno di debolezza. Mostra invece che sei reale e dà al tuo pubblico un altro modo di relazionarsi con te.

L'arte non è un prodotto dell'ego, bensì un risultato di colui che si è aperto all'ispirazione divina. Condividi il Tweet

 

Fai storytelling aggiungendo dettagli e aneddoti

Questa è la parte divertente del processo di narrazione: è il luogo in cui dovrai far uscire la tua personalità per rendere migliore e più realistica la tua storia.

La chiave è quella di aggiungere dettagli nei punti in cui possono avere un impatto maggiore, in particolare quando si introduce un personaggio particolare o uno scenario. Una volta individuati quei momenti, impegna più sensi possibili (vista, udito, olfatto, tatto, gusto) per catturare l’attenzione del tuo pubblico. Il tuo obiettivo è quello di “mostrare” che cosa stia succedendo, non solo dirlo a parole, in quanto il tuo scopo è rappresentare una scena che consente al lettore di elaborarla a proprio piacimento per giungere alle personali conclusioni.

Più puoi mostrare, più reale sarà la scena. Il paragrafo di apertura è particolarmente importante e spesso il più impegnativo. Hai poche frasi per catturare i lettori.

La storia dell’artista spagnolo Rubén Sánchez si distingue da quella di ogni altro pittore che il pubblico può conoscere. Sanchez ha dipinto un murale di sei piani su una gru traballante in equilibrio su un terreno roccioso e fangoso in Giordania. Sánchez si è trovato a lavorare letteralmente su un secchio, a 30m in aria, protetto dalla caduta solo da due fili sottili. Persino andare in bagno era un processo difficile per via della gru lenta che lo sosteneva.

Descrivi una scena inquietante abbondando nei dettagli. Sanchez non si trovava a dipingere solo in un secchio su una gru, era anche circondato da una tempesta di vento e sabbia.

 

 

Non descrivere subito quello che Rubén sta dipingendo. Fai invece storytelling su come dipinge perché crea più tensione. Non dovresti mai trascurare l’ovvio.

Mentre sviluppi il tuo stile, il tuo obiettivo dovrebbe essere quello di dire le cose in modo fresco. Il sole non dovrebbe essere solo “caldo” o “giallo”. Invece, concentrati su aggettivi come “ardente” o “dorato” o “infuocato” o “sputafiamme” – parole che evocano molte più immagini.

Esci dai soliti stereotipi. Se il tuo personaggio principale è un pittore, non fargli dipingere una semplice tela se invece può lavorare su una gru durante una tempesta di sabbia. Nel tempo, le descrizioni diventeranno parte del tuo kit di spezie letterarie, i dispositivi che potrai utilizzare per far emergere la tua voce e dire le cose in un modo diverso da chiunque altro.

 

Ogni storia ci insegna qualcosa, non solo una morale.

Ogni storytelling creativo dovrebbe anche avere quello che noi nei media chiamiamo “suggerimenti di servizio”. Sono perle di saggezza che hai condiviso in tutta la tua storia che i tuoi lettori possono applicare alle proprie vite personali o lavorative.

Come messaggero creativo, questa è la tua occasione per mostrare il tuo valore: stai estraendo la tua esperienza personale per dare intuizioni che altri non hanno, e raccontando tali informazioni coglierai l’attenzione di un pubblico che potrebbe trarne vantaggio.

In altre parole, cosa sai che il resto di noi non sa?

Bob Mankoff, l’ex redattore di fumetti di The New Yorker, oggi di Esquire, aveva due storie in una. La prima è una deliziosa storia di vita, in quanto ha trascorso la maggior parte della sua carriera in un lavoro invidiabile e pure divertente. La seconda è che questo ragazzo sapeva veramente qualcosa su come generare idee vincenti anche sotto scadenze molto strette. Ogni settimana Mankoff sorvegliava un processo in cui circa 50 cartoonisti di New Yorker presentavano 10 strisce di comics per una manciata di aperture sulla rivista.

 

Mankoff ci permette di raccontare 3 strategie che usava per ottenere una buona idea sotto pressione. Il modo più semplice per ottenere una buona idea, ha detto, è quello di trovare molte più idee.

Una sola idea non è mai abbastanza, ed è raramente buona. Condividi il Tweet

Ed è per questo che richiedeva 10 strisce per artista – perché 9 cose su 10 nella vita non funzionano.

Per far scorrere la sua linfa creativa, Mankoff inizia a mettere insieme cose che normalmente non vanno per niente insieme – come ad esempio il paradiso e un TelePass – e vede cosa succede. La giustapposizione cattura il cervello che rimane intrappolato pensando a cosa sarebbe se?

Per ultimo, ci insegna che un’idea rifiutata non sempre significa che è una cattiva idea o che dovrebbe essere scartata. Significa semplicemente che non funzionava bene quella volta. Molti fumettisti del New Yorker conservano le strisce non vendute tra i loro file e le riprendono più e più volte, raffinandone le linee comiche fino a quando non andranno bene per un determinato numero del magazine.

Consegna sempre qualcosa di valore in un modo divertente e illuminante. Dai contenuto al tuo pubblico, qualcosa che lo colpisca al cuore come una buona storia, che renderà ciò che dici un racconto che vale la pena di ascoltare.

 

 

 

Per approfondire:

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